Sono state rilasciate le nuove foto dell'evento bi 69 serata con Immanuel Casto special guest, nonostante il flyer molto esplicito: il target del pubblico sembra di età maggiore rispetto ai 16enni che infestano gli eventi di Kenzo, non mettiamo tutte le foto perchè ci sembra inutile, se le volete vedere andate qui e le trovate http://www.facebook.com/bisessantanove?sk=wall segnaliamo la presenza di Ellie Rapent (la vostra gioia e simpatia XD)
Scriviamo questo post perchè ce lo avete richiesto con insistenza ma ci teniamo a precisare che non abbiamo mai seguito questa persona, scriviamo giusto perchè è comunque anche lei una webcelebrity! Ma non ha nè un blog e nemmeno un canale youtube, (se invece li ha segnalateceli) quindi la vediamo un po' troppo statica, a noi piace seguire gente che fa qualcosa o ci tiene aggiornati!
Comunque, ecco a voi Ellie Rapent, la famosa ragazza che andò a parlare degli emo e scene queen a quel programma buffonata di domenica 5, per ricordarvelo:
ellie rapent ha le scarpe come vicky moss, l'abbiamo notato ora XD
Riguardo alla puntata a noi è piaciuto come si è espresso Ginger, ma per Ellie...poteva fare di più, non c'è piaciuta nemmeno la madre!
Inutile ribadire quanta tristezza ha fatto quel programma con tanto di psichiatra cafone, davvero Ginger è stata l'unica persona a dire cose sensate, sapeva quel che diceva e si è espresso con la massima educazione, eppure si è beccato anche lui i fischi e insulti.
Ma parliamo di Ellie dopo questa breve parentesi.
Ellie per chi non lo sapesse ha vinto il titolo "scene queen" al concorso della durex gold sponsorizzato da babybliss.
E' una ragazza come si nota subito molto bella, di sicuro per gusti personali batte tutte le altre menzionate in questo blog in quanto ad estetica!
Non ancora maggiorenne hai già un nome d’arte. Come mai Ellie Rapent?
Ellie è il diminutivo del mio vero nome Elena. Rapent è una parola del dialetto milanese. Significa “cane rabbioso”, lo diceva sempre mia mamma.
Chi sono le “scene queen”?
Sono ragazze immagine di loro stesse. Modelle alternative che si creano da sole il proprio look. Lo stesso discorso vale per i maschi: gli “scene king”.
Come si diventa?
Beh, io lo sono diventata vincendo il concorso di Milano.
Ah, perché prima non lo eri?
Prima seguivo solo lo stile. L’autoproclamazione non è ammessa. Non si diventa scene queen per scelta, lo decidono gli altri. Bisogna avere un tot di fan su internet ed essere conosciuta da più persone possibili. Si basa tutto sulla popolarità e diciamo che io me la sono guadagnata vincendo il concorso.
Un’altra concorrente ha detto che sei stata favorita dal fatto di essere milanese (la finale del concorso era in una discoteca di Milano) e di avere un’amica in giuria.
Giocando in casa, con il voto ad applausometro (vince chi riceve più applausi) è naturale che qualche vantaggio l’ho avuto. Però contava molto di più il parere della giuria: la storia dell’amica è un’invenzione.
Scene queen: più una moda o una filosofia di vita?
Ormai è una moda. Sono poche le persone che lo seguono come stile di vita.
E che stile di vita sarebbe?
In America, dove è nato tutto negli anni Ottanta, le scene queen più conosciute sono vegetariane. Promuovono iniziative a favore degli animali oppure fanno le tatuatrici, le hair stylist o le make up artist.
Cosa vi differenzia dagli “emo”?
Le scene queen sono modelle: una cosa che si basa sull’aspetto fisico. L’emo, invece, dovrebbe essere solo un genere musicale ma ormai anche questa è diventata una moda.
Quanto tempo e quanti soldi dedichi alla cura del look?
Tempo, un’ora al giorno. Soldi, abbastanza. Già solo il fatto di mantenere il colore dei capelli ha un costo non da ridere.
Quali sono i segni particolari di una scene queen?
Trucco appariscente e capelli cotonati: biondi o di colori particolari come rosa, fucsia e acqua marina. Poi, piercing e tatuaggi. Per quanto riguarda l’abbigliamento: calze a rete, fiocchetti, accessori leopardati o zebrati e robe un po’ trash.
Tra blog e social network mi sembra di capire che internet sia il vostro principale punto d’incontro. Confermi?
Una scene queen aspira a diventare una web celebrity (celebrità della rete). Tra Facebook, Myspace e tutto il resto, più fan e contatti riesci ad accumulare e più si capisce che sei famosa. Ma il tutto non si consuma solo su internet. Ci incontriamo anche dal vivo.
E dove?
A Milano, in piazza Vetra. Altrimenti si va al bitchah (significa macello, bordello, ndr) l’evento più importante per chi segue questo stile. Ce n’è uno al mese: sempre in discoteca ma ogni volta in una città diversa. A fine settembre, per esempio, sarò ospite di quello di Napoli.
Tra piercing, abbigliamento e capelli non sei certo una che passa inosservata. In giro per la strada quali sono i commenti che ti fanno rimanere male?
Ne sento di tutti i colori ma non provo nessun fastidio. Ormai ci sono abituata.
A scuola come va?
Non ci vado più. Ho fatto un anno di liceo classico, uno di linguistico, uno di ragioneria e poi ho mollato perché non mi interessava. Aspetto di compiere diciotto anni per fare qualcosa nel campo della body modification (tutto ciò che riguarda l’alterazione del corpo umano, ndr).
Per esempio?
Mi piacerebbe diventare una piercer (chi mette i piercing, ndr)
E la tatuatrice?
In quel caso dovrei fare dei corsi di disegno: meglio lasciar perdere
Niente sogno di fare la modella, quindi?
La modella tradizionale non mi interessa. Meglio le alternative, quelle che posano per le riviste di tatuaggi.
La tua famiglia cosa pensa di tutto questo?
Sa quello che faccio e lo accetta senza problemi.
Gabber, emo, scene queen: come ti spieghi le tendenze giovanili degli ultimi anni? C’è sotto qualcosa di particolare?
Cambiano le espressioni ma i meccanismi sono gli stessi di sempre. Una volta c’erano i punk e i metallari che ora si sono semplicemente evoluti e modernizzati. Non ci sono più le creste e i giubbotti di pelle. Al loro posto, accessori zebrati, calze a rete, trucco appariscente e capelli multicolore.
Luca Perolo
MMMM io però ho un giubbotto di pelle XD su questo avrei da ridire! Vabbè! Speriamo che vi sia piaciuta questa intervista, cosa ne pensate di Ellie Rapent? Ci dispiace ma non abbiamo da dire molto su di lei, potete farlo voi :)
Vi ricordiamo che se volete potete mandarci un vostro pezzo per collaborare al blog, e se lo riteniamo consono lo pubblicheremo, ricordatevi di firmarlo con un nick o il vostro nome: webcelebrity@gmail.com